La nostra storia

L’AFHCO (Associazione Famiglie portatori di Handicap del Comprensorio Orvietano) nasce nel 1982 (con il nome AIAS) per iniziativa di alcuni genitori con l’intento di sostenere ed assistere i disabili del comprensorio Si costituisce nel 1988 come associazione di famiglie per l’assistenza agli handicappati del comprensorio orvietano ispirata ai principi del volontariato:

  • non ha finalità di lucro;
  • corrisponde a criteri di democraticità, elettività e gratuità delle cariche associative espressamente previste dallo statuto;
  • opera con l’intento di assumere un ruolo politico nei confronti delle Istituzioni e degli Enti, affinché sia garantita l’offerta di pari opportunità ai soggetti disabili;
  • promuove il concetto di integrazione, contrastando una realtà fatta ancora di molteplici meccanismi emarginanti.

Ha promosso e promuove interventi volti a favorire la socializzazione e l’integrazione dei portatori di handicap incoraggiando momenti di riflessione e discussione sulle misure necessarie per promuovere le pari opportunità attraverso l’accesso alle risorse sociali quali il lavoro, la scuola, lo sport, il tempo libero, i servizi sociali e sanitari e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’uguaglianza effettiva delle persone con disabilità e dei loro famigliari.

Negli anni è stata in prima linea nelle battaglie per il riconoscimento dei diritti delle persone con handicap, sia a livello locale che nazionale. L’importanza di essere in rete e il convincimento che “uniti si può” l’ha portata ad essere insieme ad altre Associazioni, di caratura nazionale, la fondatrice della F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) Localmente si è battuta per l’attivazione del servizio di assistenza domiciliare delle persone con grave disabilità, allo scopo di agevolare anche quel processo di socializzazione attraverso l’altro dalla famiglia molto importante per non isolare la persona in difficoltà.

Per essere integrati c’è bisogno di muoversi agevolmente, ecco che allora ci si è battuti per avere, dagli Enti locali, mezzi adeguati per il trasporto dei disabili; ed oggi, in gestione alle due Coop sociali, oltre il trasporto quotidiano, da e per i vari centri sul territorio, vengono utilizzati anche per iniziative di gruppi spontanei e funziona un servizio a chiamata. Sul fronte della Scuola, si è impegnata con una costante rappresentanza all’interno degli Organi Istituzionali: i GLIP presso il Provveditorato di Terni, per garantire i diritti dei bambini/giovani disabili ad un adeguato inserimento nella Scuola di Tutti.

Dal 1994 si sono associati e lavorano insieme al gruppo di Orvieto, un cospicuo numero di genitori e familiari di Amelia, che hanno così dato vita ad una “Sez. Amelia” dell’AFHCO. I disabili di Amelia in gran parte frequentano il Centro di Porchiano dove, insieme agli Operatori della coop. CIPSS di Narni, svolgono attività di Teatro oltre che laboratori per il mantenimento delle abilità cognitive, computer, ceramica, attività manuali tra cui tessitura e bigiotteria. Ad Amelia, grazie alla disponibilità di una famiglia che ha messo in uso un appartamento e all’impegno di tutti, è partita, ormai da alcuni anni, anche l’esperienza di una piccola casa-famiglia: attualmente 4 sono gli ospiti.

L’Associazione ha sempre creduto nell’importanza dell’esserci e farsi conoscere, negli anni si è fatta promotrice di iniziative pubbliche di vario spessore per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’invisibilità dei disabili. Ha organizzato, quindi, di varie iniziative nelle Scuole, anche con testimonial dello spettacolo, per stimolare l’attenzione al mondo della disabilità, tra i giovani. Non sono mancate: tavole rotonde, seminari e convegni per discutere del diritto alla salute, alla scuola, al lavoro, ad una vita sociale più integrata. Il lavoro di rete con le Istituzioni, ASL, Enti Locali, Scuola e la Coop. Sociale (tipo A) che lavora sul territorio, la Quadrifoglio, negli anni è sempre stato caratterizzato da un alto livello di confronto dialettico e di continuo monitoraggio della qualità dei servizi offerti.

L’integrazione, la socializzazione passa anche attraverso il lavoro e dopo un periodo di gestione autonoma di un’attività di bar presso l’Ospedale e presso il Teatro Mancinelli, si è approdati nel 1996 alla costituzione, sempre insieme ad altri soggetti, di una Coop. di tipo B, la Luigi Carli, intitolata ad un nostro giovane socio deceduto negli anni passati. Cooperativa che per legge deve impiegare il 30% di forza lavoro attingendo tra soggetti disabili e socialmente svantaggiati. Ancora in questo campo continua l’impegno dell’ Associazione, che sempre in collaborazione con altri soggetti sociali, nel 2005 ha dato vita ad una Coop. Sociale di tipo B denominata OASI, con l’obiettivo di integrare le persone svantaggiate in attività produttive nel mondo agricolo. L’Associazione crede fermamente all’autonomia delle persone con disabilità e la promuove anche nella forma di strutture residenziali, per uscire dalla famiglia.

Nel Giugno 2001 grazie all’impegno di alcuni associati di concerto con la disponibilità economica dell’allora Banca del Trasimeno ed Enti locali, si è aperta a Ficulle “La Porta del Sole” una struttura in parte residenziale ed in parte funzionante come diurno, oltre che come centro ASL per la fisioterapia, dinamizzando un vivere quotidiano che non si connota come un ghetto, quanto per essere un punto di lavoro ed un alloggio fuori della famiglia, che può avere anche ospiti temporanei. Su questo fronte l’Associazione attualmente è impegnata nello sforzo di costituire una Fondazione pensata come un “oltre noi” e nella ricerca delle sinergie utili alla sua realizzazione; e grazie, ancora, al coinvolgimento degli Enti Locali del Comprensorio stanno affiorando prospettive molto interessanti e non eccessivamente irraggiungibili.

La qualità della vita di una persona è data anche dalla soddisfazione dei cosiddetti bisogni secondari, ovvero perché una persona si senta soddisfatta non è sufficiente dare da mangiare, da dormire e lavorare, ma è anche necessario permettergli di relazionarsi socialmente nel tempo libero, questo è valido per tutti, disabili compresi.

Negli anni l’Associazione si è impegnata, secondo le proprie forze economiche e la disponibilità di volontari, nell’organizzare momenti ludici, come la storica “Cena della Befana” o serate danzanti.Da anni propone ed organizza almeno una settimana di vacanza estiva per adulti, che supportati da un buon numero di volontari e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto si divertono ed escono dal tran-tran quotidiano. Insieme si sta bene, perché non continuare a farlo il più possibile durante l’anno? Ecco allora che il gruppo continua a vedersi, a crescere, inventandosi le occasioni buone per stare bene insieme.

Vacanze ma non solo ecco allora il coinvolgimento in due altri settori del tempo libero: lo Sport – il Teatro; coinvolgimento che si concretizza, sempre in sinergia con gli altri soggetti presenti sul territorio, nell’adesione alla Polisportiva “La Tartaruga XYZ”, con sfide a livello regionale e nazionale. Esprimersi, questa è la scommessa di ciascun essere umano e la soddisfazione, oltre che la meraviglia, non è poca quando a riuscirci sono persone , che solo pochi decenni fa, si pensava incapaci di provare, trasmettere emozioni, figuriamoci su di un palcoscenico.

Anche questa sfida si è intrapresa, con un percorso teatrale partito da vari punti: Scuola (primi incontri del Laboratorio Teatro con i bambini disabili inseriti nella Scuola), esperienze di laboratori d’espressione svoltisi negli anni nei vari Centri diurni, per raggiungere finalmente il Palcoscenico. Questa esperienza condivisa, sperimentata ormai da vari anni ci ha portato a condividere la costituzione di un’Associazione autonoma di liberi teatranti, denominata “Amleto in Viaggio” dove la diversità è un pregio e la disabilità non esiste perché sul Palcoscenico tutti: abili o disabili, come noi li distinguiamo, lavorano secondo lo spirito di un solo motto: “teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male” (Eduardo De Filippo)

Il nostro lavoro continua…in un contesto più ampio prosegue la collaborazione dell’AFHCO con strutture nazionali e regionali nell’intento comune di promuovere azioni di sensibilizzazione volte a valorizzare le potenzialità delle persone disabili, considerando la disabilità non sempre e solo come un possibile problema, ma come una risorsa per l’intera collettività.

Quello che è stato fatto è il risultato di un impegno collettivo perchè solo lavorando insieme si vincono le battaglie e c’è bisogno delle idee e delle azioni di tutti, che si partecipi attivamente alle iniziative e si propongano nuove attività.

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